SCIOPERO DELLA FAME di PAOLO PERSICHETTI: lettera alla direzione della Casa Circondariale di Viterbo
Alla direzione della Casa Circondariale di Viterbo
PRESO ATTO del mancato accoglimento da parte del Tribunale di sorveglianza di Roma , udienza del 10.6.200 , del reclamo avverso il rifiuto della concessione dei permessi di uscita , pronunciato dal magistrato di sorvzeglianza di Viterbo , il 17.02.2005. Rigetto nei confronti del quale, il collegio giudicante lamenta : la mancata conclusione dellosservazione della personalità come ragione essenziale che allo stato impedirebbe laccoglimento del beneficio richiesto, mostrando di non condividere il giudizio apodittico sulla PERICOLOSITA SOCIALE e sul PERICOLO DI FUGA , nonché sulla MANCATA DISSOCIAZIONE , sottolineati invece dal magistrato viterbese;
CONSIDERATO che, trascorsi quasi tre anni dalla reincarcerazione
con posizione giuridica da definitivo, di cui due anni e sei mesi passati
allinterno dellIstituto penale di Mammagialla, per un episodio risalente
al1987 e passato in giudicato nel1991, dopo due anni dalla entrata nei termini
di legge che danno accesso ai benefici, e stante l oltre decennale percorso
compiuto all estero, tale inadempienza non puo essere certamente attribuita al
detenuto, ma e conseguenza dell atteggiamento omissivo che ha ispirato la
affettata risposta pronunciata senza aver prima disposto l aggiornamento delle
relazioni trattamentali, risalenti al novembre 2003;
VISTE le ripetute richieste di assegnazione in un istituto penale
romano, motivate con le esigenze di avvicinamento familiare e di un contesto
carceratrio piu sensibile , disponibile ed attrezzato a prendere in
considerazione gli impegni di studio e lavoro, che per evidenti ragioni
strutturali e ambientali non vengono adeguatamente garantite nella sede
viterbese, con grave ripercussione sullo stesso percorso trattamentale, di cui
poi si lamenta la mancata osservazione, e sulle prospettive postcarcerarie;
TENUTO CONTO della palese melina procedurale con la quale si e
finora elusa la applicazione dell ordinamento penitenziario da parte delle
diverse autorita giudiziarie e penitenziarie competenti, stratgia che richiama
alla memoria la vicennda narrata in un noto romanzo di Kafka, nel quale il
protagonista si ritrova avvinghiato da un implacabile dispositivo burocratico
che fa dello scorrere del tempo la condanna pronunciata nei suoi confronti;
PER QUESTE RAGIONI
Ho deciso di intraprendere uno SCIOPERO DELLA FAME finche la
richiesta di trasferimento presso una sede carceraria romana di tipo penale non
verra accolta. Ove mai la classificazione EIV disposta nei miei confronti
dovesse costituitre una ragione ostacolativa alla domanda , chiedo di essere
declassificato.
Viterbo-Mammagialla 23 giugno 2005
Di : PAOLO PERSICHETTI
lunedì 27 giugno 2005
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